Il ruolo del preposto alla sicurezza nelle istituzioni scolastiche

Il ruolo del preposto alla sicurezza nelle istituzioni scolastiche 

di Franco Calcagno

Una delle figure “sensibili” in ambito sicurezza è rappresentata dal c.d. ” preposto”.
La legge 17/12/2021, n. 215, di conversione, con modificazioni, del Decreto-Legge n.146 del 21/10/2021, recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, apportando modifiche alla D.Lgs 81/2008 contiene anche alcune importanti novità in materia di formazione del personale sulla sicurezza e sul ruolo del preposto.

Le modifiche agli artt. 18 e 19 del D.Lgs. 81/2008, infatti, si riferiscono al ruolo del preposto, chiamato a svolgere un ruolo sempre più rilevante.

Come è noto, ai sensi della normativa vigente si definiscono preposti i lavoratori che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti delle deleghe conferite, sovrintendono all’attività lavorativa per quanto riguarda l’osservanza degli obblighi di legge in materia di sicurezza e garantiscono l’attuazione delle direttive ricevute.

Nelle istituzioni scolastiche, a titolo esemplificativo e non esaustivo, sono preposti i responsabili di plesso o sezioni staccate, gli assistenti tecnici nell’ attività didattica di laboratorio, i DSGA nei confronti del personale ATA, i docenti nell’attività di vigilanza sugli alunni, i collaboratori scolastici nella sorveglianza degli studenti nell’edificio.

La modifica normativa assegna al preposto il compito di sovrintendere e vigilare sull’osservanza, da parte dei singoli lavoratori, degli obblighi di legge, nonché delle disposizioni organizzative in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione.

In caso di rilevazione di comportamenti non conformi alle disposizioni e istruzioni impartite dal dirigente scolastico, ai fini della protezione collettiva e individuale, il preposto ha facoltà, fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza, di intervenire al fine di richiamare la lavoratrice o il lavoratore all’osservanza di quanto disposto a tutela della sua incolumità. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza dell’inosservanza, è tenuto a informare tempestivamente il datore di lavoro, per l’adozione degli eventuali atti conseguenti.

La nuova formulazione dell’art. 18 del Testo Unico in merito agli obblighi del datore di lavoro aggiunge anche una prescrizione concernente l’individuazione del preposto e/o dei preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza di cui all’art. 19. I contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l’emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività precedentemente illustrate.

Il preposto non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività.
Infine, la modifica al testo unico prevede che, al fine di assicurare l’adeguatezza e la specificità della formazione nonché l’aggiornamento periodico dei preposti, le relative attività formative devono essere svolte interamente con modalità in presenza e ripetute con cadenza almeno biennale e, comunque, ogni qualvolta ciò si renda necessario in ragione dell’evoluzione o dell’insorgenza di nuovi rischi.

Promuovere corsi e incarichi da preposto in ambito scolastico, seguendo il DLgs 81/2008, può essere una sfida, proprio perché l’applicazione di norme pensate per il contesto aziendale rischia di non valorizzare le peculiarità educative e formative dell’ambiente scolastico.

Per mantenere la sicurezza a scuola senza una “mera applicazione aziendalistica” della norma, è utile adottare un approccio orientato alla formazione e alla responsabilizzazione, costruendo consapevolezza tra il personale scolastico sull’importanza di un ambiente sicuro. Questo approccio può essere strutturato così:

  1. Formazione Specifica e Sensibilizzazione: Promuovere la formazione dei preposti come un percorso di sensibilizzazione e responsabilità educativa. I corsi non devono soltanto coprire gli aspetti tecnici di prevenzione e sicurezza, ma anche integrare contenuti formativi sulla cura dell’ambiente scolastico come luogo di crescita, rispetto e benessere per studenti e personale.
  2. Ruolo del Preposto come Educatore: Il preposto, nella scuola, può essere formato per agire non solo come responsabile delle norme di sicurezza, ma anche come figura di riferimento che contribuisca alla promozione di comportamenti sicuri e responsabili tra gli studenti. Potrebbe essere utile inserire esempi pratici, pensati appositamente per il contesto educativo, che possano rendere questo ruolo più affine a quello di un educatore della sicurezza.
  3. Valorizzazione della Sicurezza come Valore Formativo: La sicurezza deve essere vista come parte dell’educazione civica e non solo come un obbligo normativo. Coinvolgere i docenti e il personale in percorsi formativi che li rendano consapevoli di come il loro esempio e le loro azioni possano influenzare positivamente gli studenti è essenziale. Questo concetto può essere presentato come parte di una missione più ampia della scuola: preparare gli studenti a vivere e lavorare in ambienti sicuri e rispettosi delle norme.
  4. Collaborazione e Rete con Altri Istituti: Utilizzare accordi di rete per scambiare buone pratiche e materiali formativi potrebbe arricchire la preparazione dei preposti e fornire loro strumenti più adatti al contesto scolastico. La cooperazione con altre scuole su temi di sicurezza e formazione dei preposti può anche aumentare la coerenza delle pratiche di sicurezza tra istituti.

In questo modo, l’assegnazione degli incarichi da preposto può diventare parte di un più ampio progetto educativo, in cui sicurezza e formazione si intrecciano e rafforzano reciprocamente.

L’integrazione della figura del preposto all’interno del contesto scolastico come parte di un “sistema partecipato” di sicurezza rappresenta una sfida complessa. Il sistema scolastico è strutturalmente e funzionalmente molto diverso dal contesto aziendale o industriale, che è il focus principale del DLgs 81/08. Tale normativa, sebbene fondamentale, fatica a rispondere in modo diretto e specifico alle esigenze educative e organizzative proprie della scuola.

  1. Il Sistema Partecipato della Sicurezza

La scuola può costituire un sistema partecipato della sicurezza, in cui la protezione e il benessere di studenti e personale emergono dalla collaborazione di tutto il personale scolastico, anziché dall’applicazione rigida di norme pensate per realtà aziendali. In questo contesto, il preposto può fungere da guida e modello di comportamento responsabile, agendo come figura che promuove una cultura della sicurezza in modo educativo e collaborativo.

Tale visione implica un coinvolgimento collettivo e trasversale, dove il personale scolastico — dai docenti ai collaboratori fino agli studenti stessi — assume un ruolo attivo nel mantenimento di un ambiente sicuro. Il preposto in questo sistema non è solo colui che sorveglia l’applicazione delle norme, ma anche colui che stimola una presa di coscienza partecipata e condivisa.

  1. Limiti del Dlgs 81/08 nel Contesto Scolastico

Il DLgs 81/08, infatti, riflette esigenze di sicurezza tipiche dei settori industriale e privato, dove la struttura gerarchica e le dinamiche di rischio sono ben diverse da quelle scolastiche. La norma, così com’è, impone l’applicazione di procedure e ruoli che rischiano di apparire lontani dalla quotidianità educativa e gestionale della scuola. L’articolo 3, comma 2, del DLgs 81/08 riconosce questa criticità e delega al MIUR, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS), la responsabilità di adattare le norme alle esigenze specifiche degli istituti scolastici.

Tale decreto applicativo potrebbe fornire linee guida che inquadrino la sicurezza in ambito scolastico come un’azione di tutela e formazione collettiva, piuttosto che come un mero adempimento burocratico o aziendale. Potrebbe, inoltre, valorizzare la dimensione educativa del ruolo del preposto e degli altri attori coinvolti nella sicurezza, sottolineando come il loro operato debba adattarsi alle particolarità e alle finalità dell’ambiente scolastico.

  1. Formazione del Preposto e Coinvolgimento del Personale

In una scuola, la formazione del preposto non dovrebbe limitarsi a una preparazione tecnica sulle normative, ma dovrebbe abbracciare un approccio educativo, atto a sviluppare competenze relazionali e comunicative. Il preposto può svolgere la sua funzione in modo proattivo, sensibilizzando gli studenti e il personale sulla sicurezza e promuovendo comportamenti consapevoli.

Inoltre, il coinvolgimento attivo dei docenti come co-educatori alla sicurezza è fondamentale. Il sistema partecipato richiede che ogni figura scolastica sia consapevole delle sue responsabilità e di come il proprio comportamento influisca sugli altri. Tale formazione estesa aiuta a sviluppare un ambiente in cui le regole di sicurezza sono rispettate non per obbligo, ma per una diffusa coscienza di tutela collettiva.

  1. Verso un Decretazione Condivisa e Personalizzata per le Scuole

È cruciale che il decreto applicativo, richiesto dall’articolo 3, comma 2, sia sviluppato in maniera partecipata e con il contributo di esperti nel settore educativo. Questo documento potrebbe chiarire i contorni operativi del ruolo di preposto e rendere le sue responsabilità maggiormente compatibili con il contesto scolastico. Un decreto di questo tipo dovrebbe:

  • Definire il ruolo del preposto nella scuola come un facilitatore di sicurezza e non un mero controllore.
  • Promuovere una formazione specifica, che integri sicurezza e competenze pedagogiche, considerando il valore educativo della sicurezza.
  • Istituire linee guida per il coinvolgimento di studenti e personale nell’adozione di pratiche sicure, attraverso iniziative condivise e attività formative.
  1. Conclusione: La Sicurezza come Valore Educativo

In definitiva, la sicurezza nella scuola dovrebbe essere percepita come parte integrante dell’educazione civica, in linea con la missione educativa dell’istituto. Questo approccio richiede che la figura del preposto venga riconfigurata in modo da integrarsi nel sistema scolastico come promotore di valori condivisi e sicurezza partecipata.

Il preposto può così contribuire non solo al rispetto delle norme, ma anche alla costruzione di una cultura della sicurezza che i giovani porteranno con sé anche al di fuori della scuola, interpretando il suo ruolo in modo autenticamente educativo e comunitario.

La gestione della sicurezza negli ambienti scolastici come l’ufficio di segreteria e il laboratorio è fondamentale per garantire la tutela di tutti gli utenti. La figura del preposto, in questi contesti, assume specifiche responsabilità, adattate alle esigenze e ai rischi di ciascun ambiente. Vediamo più in dettaglio come si configurano questi ruoli nel rispetto della normativa.

  1. Ufficio di Segreteria: Il DSGA come Preposto

Nell’ambito scolastico, l’ufficio di segreteria presenta rischi relativamente bassi rispetto a quelli di altri ambienti, come i laboratori tecnici. Tuttavia, la sicurezza non è da sottovalutare, e la figura del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) è naturalmente designata a ricoprire il ruolo di preposto in questo contesto.

Nel suo ruolo di preposto, il DSGA ha i seguenti compiti:

  • Addestramento all’uso di attrezzature: Il DSGA deve garantire che il personale sia adeguatamente addestrato all’uso delle attrezzature da ufficio, in particolare quelle più complesse come stampanti multifunzione, scanner, macchine fotocopiatrici o altre attrezzature che possano presentare rischi. Questo addestramento è particolarmente importante per i nuovi dipendenti o in caso di introduzione di nuove apparecchiature.
  • Promozione di comportamenti di autotutela: Il DSGA deve sviluppare nei dipendenti la consapevolezza di pratiche sicure, promuovendo l’autotutela. Ciò include incoraggiare il personale a mantenere una postura corretta, organizzare adeguatamente la propria postazione di lavoro, e prendere pause frequenti per prevenire affaticamenti.
  • Diffusione della conoscenza dei rischi e delle norme: La promozione della cultura della sicurezza è un altro ruolo del DSGA, che deve informare il personale sui principali rischi presenti in ufficio, come quelli legati ai cavi elettrici o alle cadute, e sulle norme di prevenzione da seguire.
  • Comunicazione degli obblighi legali: Il DSGA deve assicurarsi che i dipendenti conoscano i loro obblighi legali per la sicurezza sul lavoro, come evitare comportamenti a rischio e segnalare potenziali pericoli.
  • Segnalazione delle anomalie: Un ruolo importante del preposto è identificare e segnalare tempestivamente al dirigente scolastico o al datore di lavoro eventuali anomalie o situazioni di rischio nell’ufficio, come problemi elettrici o malfunzionamenti delle attrezzature.
  • Manutenzione ordinaria: Il DSGA ha il compito di garantire che le attrezzature in dotazione siano sottoposte a manutenzione periodica e, se necessario, riparazioni. Questo riduce il rischio di incidenti e garantisce l’efficienza delle apparecchiature.
  1. Laboratorio: Preposti tra Docenti e Tecnici di Laboratorio

Il laboratorio scolastico è un ambiente con rischi più elevati, poiché spesso ospita attrezzature specifiche e potenzialmente pericolose, oltre a sostanze chimiche o apparecchiature elettriche. Qui, la figura del preposto può essere incarnata da diverse figure a seconda dell’utilizzo del laboratorio e delle persone coinvolte.

  • Insegnanti tecnico-pratici e docenti teorici:
    • In questa situazione, i docenti che conducono le attività in laboratorio assumono il ruolo di preposto rispetto agli studenti. È loro compito fornire agli studenti istruzioni chiare sull’utilizzo sicuro delle attrezzature e monitorarne l’uso, intervenendo quando necessario per prevenire comportamenti rischiosi.
    • Questi docenti devono fornire una formazione continua agli studenti sui rischi specifici del laboratorio, come la manipolazione di sostanze chimiche, l’uso di apparecchiature elettroniche o utensili da laboratorio, e devono spiegare le misure di sicurezza da rispettare, come l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI).
  • Tecnico di laboratorio:
    • Quando il laboratorio è utilizzato da altro personale docente o non docente (come assistenti tecnici), il tecnico di laboratorio assume il ruolo di preposto. In questa veste, il tecnico deve assicurarsi che le attrezzature siano utilizzate correttamente e che le procedure di sicurezza siano seguite anche dagli adulti che utilizzano l’ambiente.
    • Il tecnico è anche responsabile della manutenzione delle apparecchiature e deve segnalare al dirigente scolastico eventuali anomalie o danni che potrebbero compromettere la sicurezza.

Nel contesto scolastico, il ruolo del preposto si adatta alle dinamiche e ai rischi specifici dell’ambiente in cui opera. Mentre il DSGA gestisce la sicurezza in ufficio con un approccio più amministrativo e formativo, nei laboratori la gestione dei rischi richiede un’attenzione pratica e mirata. In entrambi i casi, la figura del preposto è essenziale non solo per il rispetto delle norme, ma anche per promuovere una cultura della sicurezza che prepara tutto il personale e gli studenti a comportamenti consapevoli e responsabili.

La figura del preposto, nell’ambito scolastico, si configura come un’estensione della responsabilità di tutela, adattata alle peculiarità dell’ambiente educativo. In contesti come la palestra e i laboratori, i compiti di sicurezza assumono un carattere didattico e formativo, dove gli studenti apprendono sia l’utilizzo sicuro delle attrezzature sia l’importanza della prevenzione. Di seguito, analizziamo i compiti specifici del preposto in palestra e l’utilità di regolamenti interni nei diversi laboratori scolastici.

  1. Palestra: Il Docente di Educazione Fisica come Preposto (ad esempio)

La palestra, per natura, è un luogo che implica un’esposizione al rischio fisico più elevato rispetto a una normale aula scolastica, e richiede quindi un’attenzione particolare alla sicurezza. Qui, il ruolo del preposto è attribuibile all’insegnante di educazione fisica, che esercita la sua funzione sugli studenti. I suoi compiti possono includere:

  • Addestramento all’uso degli attrezzi ginnici: L’insegnante deve mostrare agli studenti il corretto utilizzo degli attrezzi ginnici, assicurandosi che comprendano le modalità sicure di uso e le posizioni corrette per prevenire infortuni.
  • Promozione della conoscenza dei rischi e delle norme di sicurezza: L’insegnante ha il compito di informare gli studenti sui principali rischi associati alla pratica sportiva in palestra e sulle norme di sicurezza, considerando la palestra un ambiente di lavoro assimilabile. Questo contribuisce a sviluppare negli studenti una maggiore consapevolezza e responsabilità.
  • Informazione sugli obblighi di sicurezza: I docenti devono anche illustrare agli studenti le responsabilità legali (ad esempio, derivate dal Codice Civile) per il rispetto della propria sicurezza e di quella altrui.
  • Segnalazione di anomalie: L’insegnante è incaricato di riferire al dirigente scolastico qualsiasi anomalia che possa compromettere la sicurezza, come pavimentazioni scivolose, attrezzi danneggiati o problemi strutturali.
  • Manutenzione ordinaria degli attrezzi ginnici: Pur non essendo direttamente responsabile della manutenzione tecnica, l’insegnante deve controllare l’integrità degli attrezzi e segnalare l’eventuale necessità di riparazione per mantenere un ambiente sicuro.
  1. Regolamenti Interni per la Sicurezza nei Laboratori

L’adozione di regolamenti specifici per l’utilizzo in sicurezza dei laboratori scolastici è una pratica molto utile per garantire un ambiente didattico sicuro e controllato. Ogni laboratorio (che si tratti di quello multimediale, di chimica, di fisica o di lingue) presenta rischi specifici e richiede norme che guidino comportamenti adeguati. Questi regolamenti possono includere linee guida quali:

  • Laboratorio multimediale: Norme sull’uso corretto dei dispositivi tecnologici e delle apparecchiature digitali, come il rispetto dei cavi di alimentazione, l’utilizzo appropriato dei monitor, l’attenzione alla postura e il corretto smaltimento delle apparecchiature non funzionanti.
  • Laboratorio di chimica: Indicazioni dettagliate sull’uso delle sostanze chimiche, delle attrezzature come i becher e le pipette, e sulla necessità di indossare DPI (come guanti e occhiali). Questo regolamento include anche norme sulle reazioni chimiche che possono essere condotte e sulle modalità di smaltimento dei reagenti.
  • Laboratorio di fisica: Procedure per l’uso delle apparecchiature elettriche, ottiche e meccaniche, con un’attenzione particolare a esperimenti che coinvolgano tensioni elettriche, fonti di calore o movimenti meccanici.
  • Laboratorio di lingue: Anche se apparentemente meno rischioso, possono esserci linee guida per l’uso sicuro delle cuffie e dei dispositivi elettronici, nonché il rispetto delle attrezzature e della corretta gestione degli spazi.

Ruoli di Preposto nei Contesti Scolastici: Conclusioni

Nel contesto scolastico, sebbene il Decreto Legislativo 81/2008 non preveda esplicitamente la figura del preposto in modo dettagliato, è ragionevole attribuire questo ruolo ad alcune figure:

  • DSGA: È il preposto per il personale ATA, in particolare per coloro che operano negli uffici amministrativi.
  • Docenti: Rivestono il ruolo di preposto per gli studenti, sia nelle aule ordinarie che nei contesti specifici come laboratori e palestre.
  • Collaboratori scolastici: Possono assumere un ruolo di vigilanza e controllo sulla permanenza e sugli spostamenti degli studenti negli spazi comuni dell’edificio scolastico, integrando così il sistema di sicurezza.
  • Responsabili di plesso o sezioni staccate: Rivestono un ruolo di preposto con un incarico specifico per il coordinamento e la supervisione della sicurezza nelle strutture di competenza.

In sintesi, un “sistema partecipato” della sicurezza scolastica vede la collaborazione di diverse figure preposte che, ciascuna nel proprio ambito, garantiscono un ambiente sicuro e favorevole all’apprendimento.

La figura del preposto in ambito scolastico è particolarmente dibattuta, soprattutto per quanto riguarda il ruolo degli insegnanti delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Infatti, molti sostengono che, non avendo a che fare con “lavoratori” bensì con “alunni,” gli insegnanti non possano essere considerati preposti ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008, che è orientato verso un contesto aziendale-industriale.

Il tema della sicurezza e del ruolo del preposto diventa particolarmente complesso in ambito scolastico, specialmente quando coinvolge figure come i docenti di sostegno o quelli che operano in ambienti innovativi di apprendimento. Rispondiamo punto per punto.

1) Docente di sostegno e responsabilità come preposto

Il ruolo del docente di sostegno non è tradizionalmente assimilabile a quello di un preposto in senso stretto. Tuttavia, possono sorgere delle situazioni specifiche che ne richiedano una valutazione accurata:

  • Uso di apparecchiature elettroniche da parte dell’allievo: Se l’alunno con disabilità utilizza abitualmente un computer o altre apparecchiature, il docente di sostegno dovrebbe acquisire una formazione di base sui rischi e le corrette modalità d’uso di tali strumenti, anche per garantire la sicurezza dell’alunno. Ciò non implica automaticamente il ruolo di preposto, ma una responsabilità di supervisione sull’uso sicuro dell’attrezzatura.
  • In laboratorio: Quando il docente di sostegno accompagna l’alunno in un laboratorio, vi è una componente di sorveglianza e responsabilità sugli strumenti e le attrezzature a cui l’allievo può avere accesso. In questo contesto, si può discutere l’opportunità di formare il docente di sostegno sugli specifici rischi presenti nel laboratorio, anche se non sarebbe necessariamente inquadrabile come preposto. La sua funzione si configura come “sorvegliante” dell’uso delle attrezzature da parte del proprio studente, mantenendo un ruolo che resta più vicino a quello di un “precettore” con specifici compiti di vigilanza.

2) Ambienti innovativi di apprendimento (Scuola 4.0) e necessità di docenti preposti

Gli ambienti innovativi, come quelli previsti dal piano Scuola 4.0, con kit laboratoriali portatili e attrezzature tecnologiche condivise tra le aule, pongono una nuova sfida in termini di gestione della sicurezza e delle responsabilità. L’adozione diffusa di strumenti mobili e digitali potrebbe implicare alcune misure di sicurezza, che variano a seconda delle tecnologie utilizzate e del contesto di utilizzo:

  • Responsabilità dei docenti: I docenti che utilizzano e guidano gli studenti all’uso di dispositivi come visori per realtà virtuale, computer e altre attrezzature portatili dovrebbero, come minimo, ricevere formazione sui rischi specifici e sulle modalità sicure di impiego dei dispositivi. Tuttavia, questo tipo di formazione non richiede necessariamente che il docente assuma formalmente il ruolo di preposto. Una formazione sulla sicurezza per la gestione degli strumenti tecnologici sarebbe infatti sufficiente nella maggior parte dei casi.
  • Incarico di preposto per docenti specifici: Nei casi in cui l’aula si configuri come un vero e proprio ambiente laboratoriale con attrezzature che implicano rischi significativi, potrebbe essere opportuno che uno o più docenti ricevano formazione da preposto, specialmente per tecnologie più avanzate come i visori VR o apparecchiature elettroniche sensibili. L’incarico di preposto, se assegnato, potrebbe spettare al docente maggiormente competente nell’uso di tali tecnologie, per garantire una corretta gestione delle attrezzature anche in termini di sicurezza.

In conclusione, il docente di sostegno non deve necessariamente essere considerato preposto, ma deve garantire un adeguato livello di sorveglianza e conoscere i rischi legati agli strumenti specifici utilizzati dall’alunno. Per gli ambienti innovativi di apprendimento della Scuola 4.0, non è indispensabile la formazione di preposti per tutti i docenti, ma si suggerisce una formazione ad hoc per quei docenti che utilizzano attrezzature complesse o che svolgono un ruolo guida nel loro impiego, con una eventuale designazione a preposto per contesti più strutturati o ad alto rischio.

Insegnante come Precettore, non Preposto.

Vista la situazione particolare perché non uscire da una visione ristretta e promuovere la formazione da preposto anche per tutti i docenti?

La figura del precettore trova il suo fondamento nell’articolo 2048 del Codice Civile, che attribuisce agli insegnanti una responsabilità derivante dal dovere di vigilanza sui minori a loro affidati. L’insegnante, secondo questo punto di vista, è principalmente responsabile di garantire la sicurezza e il benessere degli studenti, ma questo compito si differenzia dalla funzione del preposto, che è specificatamente orientata alla tutela dei lavoratori in un ambiente di lavoro.

Nel contesto scolastico, quindi:

  • L’insegnante, agendo da precettore, ha il compito di vigilare sugli studenti e di agire in modo tale da prevenire incidenti o situazioni di pericolo, ma ciò avviene attraverso l’educazione e la gestione delle attività didattiche, piuttosto che tramite la specifica applicazione di norme e protocolli di sicurezza che si applicherebbero ai lavoratori.
  • Questa visione implica che la responsabilità dell’insegnante è prevalentemente educativa e preventiva, mentre quella di un preposto è di natura operativa, legata all’adozione di misure specifiche di sicurezza nel contesto lavorativo.

Necessità di un Decreto Specifico o di una Circolare Applicativa

Per dirimere tali questioni e adattare la normativa del DLgs 81/2008 all’ambiente scolastico, è auspicabile un decreto specifico, come previsto dall’articolo 3, comma 2, del DLgs 81, che stabilisca le norme applicative tenendo conto delle caratteristiche particolari del contesto scolastico. Tale decreto, se emanato, potrebbe:

  • Definire con precisione i ruoli di preposto e di precettore, chiarendo le distinzioni e attribuendo le responsabilità in modo adeguato e specifico per il contesto educativo.
  • Fornire indicazioni chiare su come applicare le norme di sicurezza nella scuola, garantendo che la figura del preposto sia delineata in modo compatibile con la funzione educativa e formativa degli insegnanti.

Anche una circolare applicativa potrebbe aiutare, almeno a breve termine, a stabilire delle linee guida chiare, indirizzando i dirigenti scolastici nella corretta attribuzione dei ruoli e delle responsabilità. Questa circolare potrebbe, per esempio:

  • Specificare che, nel caso degli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, la figura di preposto non si applichi nel senso aziendale, ma che questi docenti mantengano responsabilità di sorveglianza e tutela secondo l’articolo 2048 del Codice Civile.
  • Stabilire criteri per i ruoli di preposto nei contesti scolastici, come nei laboratori e nelle palestre, dove si può effettivamente delineare una maggiore responsabilità dell’insegnante in ambiti pratici e operativi che espongono studenti e personale a rischi specifici.

Responsabilità Residue del Dirigente: Culpa in Eligendo e Culpa in Vigilando

L’incarico di preposto non esonera il dirigente scolastico dalle proprie responsabilità, soprattutto riguardo alla culpa in eligendo e culpa in vigilando:

  • La culpa in eligendo impone al dirigente di verificare attentamente che il personale incaricato come preposto possieda i requisiti di professionalità, esperienza e competenza richiesti. In altre parole, il dirigente deve accertarsi che l’insegnante, il DSGA, o il collaboratore scolastico prescelto abbia le competenze necessarie per esercitare le responsabilità di preposto.
  • La culpa in vigilando comporta che il dirigente mantenga una supervisione attiva sul corretto adempimento delle funzioni da parte del preposto. Anche se viene delegata una funzione di vigilanza, il dirigente è responsabile del monitoraggio continuo per assicurarsi che gli incaricati svolgano i propri compiti in modo adeguato e in linea con le norme di sicurezza.

In definitiva, mentre il sistema di sicurezza nella scuola potrebbe trarre beneficio da una più chiara definizione dei ruoli di preposto e precettore, il dirigente rimane al centro delle responsabilità, con l’obbligo di scegliere e monitorare attentamente il personale incaricato di compiti di sicurezza.

 

 

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